
GIOSTRA DELLA QUINTANA
Gli abiti del Corteo
Dal pizzo alle perle.
Il gusto spagnolo del Seicento.
Gli abiti del Corteo delle Rappresentanze Rionali si ispirano a un periodo compreso tra il 1580 e il 1620. Le fonti iconografiche umbre raccontano una moda fortemente influenzata dal gusto spagnolo, che in questi territori si ritrova nelle linee, nei volumi e nella ricchezza delle decorazioni.
Per le dame, i tessuti sono quelli più preziosi: damasco, broccato e velluto di seta, spesso arricchiti da ricami in oro e argento, perle e pietre. Il corpetto scende a punta sotto la vita, mentre la gonna assume una forma conica, costruendo una figura elegante e rigorosa.
Anche il tacco, tra la fine del Cinquecento e l’inizio del Seicento, entra a far parte di questo modo di vestire: le calzature femminili si arricchiscono di zeppe in legno o sughero, nascoste sotto le gonne, che slanciano la figura e contribuiscono a dare portamento e presenza.
L’abbigliamento maschile segue la stessa attenzione per il dettaglio. Brache corte e gonfie, giubboni ricamati, calze aderenti, pizzi e ornamenti definiscono uno stile ricco, curato e riconoscibile. In questo periodo vestirsi non è più solo una necessità.
L’abito diventa un segno di identità, uno strumento per mostrarsi, distinguersi e raccontare il proprio ruolo sociale. Lusso, ricercatezza, ornamenti ed effetti scenografici entrano nella vita quotidiana e fanno della moda uno dei linguaggi più forti del tempo.
Anche il tacco risponde a questa logica: oltre ad avere una funzione pratica, perché aiutava a tenere i piedi lontani dal fango e dalla sporcizia delle strade, era anche un segno di status. Più era alto, più stoffa serviva per realizzare l’abito che doveva coprirlo completamente, rendendo il vestito più costoso e meno accessibile.
Nel mondo barocco anche la moda partecipa alla ricerca della meraviglia. Gli abiti del Corteo restituiscono ancora oggi questo equilibrio tra eleganza, rappresentazione e identità.