
Giostra della quintana
Le Allegorie
Idee, sentimenti, immagini.
Il linguaggio del Seicento rivive.
Nel Corteo dell’Ente, accanto alla parte istituzionale, ci sono le Allegorie: figure che trasformano idee e sentimenti in immagini. È un linguaggio che nel Seicento veniva usato spesso nelle feste, nei cortei e nelle celebrazioni pubbliche per raccontare concetti astratti attraverso simboli, abiti e personaggi.
Alla Quintana questo racconto prende forma soprattutto con l’allegoria dell’Amore e del Potere, che richiama la domanda da cui prende vita la Giostra: per chi corre il Cavaliere? Per il favore del Principe o per il sorriso di “bellissima et gentilissima” Dama?
C’è poi l’allegoria della Fortuna, presenza centrale nell’immaginario della Quintana. Bendata, imprevedibile, capace di cambiare il destino degli uomini, la Fortuna accompagna il Cavaliere e rappresenta tutto ciò che nella sfida non si può controllare. Indossa un abito rosso e oro, porta tra le mani un globo dorato e avanza affiancata da tre ancelle con cornucopie, simboli di abbondanza e prosperità.A completare il quadro ci sono gli unicorni, emblema di purezza e di ciò che è raro e difficile da raggiungere.
L’Allegoria della Bellezza completa questo racconto simbolico con una presenza che richiama fascino, armonia e desiderio. Nel linguaggio allegorico tra Cinque e Seicento, la Bellezza non è solo un fatto estetico: è una forza che attrae, conquista e orienta lo sguardo. Nella Quintana questa figura è affidata alla Madrina della Manifestazione Federica Moro e porta in scena il potere della grazia, della femminilità e di quell’ideale capace di affascinare e di dare forma all’immaginario della festa.