
Giostra della quintana
Rivista Qui
Quattrocento anni di storia e passione
2013 - Giugno
L’editoriale
Eccoci di nuovo Qui. Qui con la brochure ufficiale della Giostra della Quintana. Il 2013 è una data storica per la grande Festa di Foligno perché la Quintana festeggia 400 anni da quando gli Illustrissimi Priori della città di Foligno decisero di ricorrere alle armi “gentili” per dirimere l’oscuro dubbio su “qual cosa a questo mondo sia di maggior contento a cavalier d’honore” mantenere la grazia del principe o godere del continuato favore di bellissima e gentilissima dama.
Un giostra affascinante e misteriosa, quella raccontata con dovizia di particolari dal Cancelliere Ettore Thesorieri, patrizio di Andria, rimasta per oltre tre secoli tra i documenti dell’Archivio di Stato. Un sonno interrotto nel 1946 dal bacio di Emilio de Pasquale, anche lui pugliese di Andria, che ce l’ha regalata così come è oggi. La storia sembra una favola e, come ogni favola che si rispetti, c’è il lieto fine.
La Quintana ci è entrata dentro prepotentemente. Il rullo dei tamburi e delle chiarine ci fa accelerare il battito del cuore e ci mostra la città sotto una luce diversa che la rende ancora più bella. Indossare gli splendidi abiti seicenteschi ci permette di giocare ancora e di vivere da protagonisti il sogno di inizio e fine estate. L’aria ed il cielo ritornano quelli di 4 secoli fa e sono lo scenario magico di un gioco che non vogliamo smettere mai. Il Popolo della Quintana durante i giorni della Festa, seppur diviso tra 10 colori, ha lo stesso sguardo, uno sguardo acceso dalla luce della passione e dell’attesa per la sfida con il Dio Marte.
Ecco che cosa abbiamo cercato di raccontare in queste pagine. Le foto fermano i momenti e le parole colorano i sogni. Questo è il filo conduttore del nostro lavoro. Voglio ringraziare di nuovo tutti i nostri amici che hanno voluto celebrare con noi questi 400 anni con i loro ricordi quintanari. Leggete queste pagine e capirete che cos’è questa Festa, ma non basta, e allora correte a Foligno perché Qui è tempo di Quintana.